a cura di Cristiano Pellizzaro
www.radiocitytrieste.it (ogni giovedì alle ore 13.00)
Benvenuti a Parola di Geco, la rubrica musicale che ogni mese avrà il compito di
portarvi a conoscenza di tutto
quello che vi potrebbe interessare e che invece rischia di sfuggire dalla
vostra attenzione perchè gli altri non vi raccontano.
In questo spazio troverete tutto
quello che riguarda la musica e il suo enorme universo composto anche da
elementi dei quali si parla poco o niente. Curiosità, personaggi,
cianfrusaglie, esposizioni, interessanti siti web e metodi per costruire
strumenti fuori dal comune o con materiali non tradizionali, sono solo alcuni
degli argomenti che verranno trattati ogni mese.
Una rubrica mensile che non
soltanto potrete leggere, ma anche ascoltare ogni giovedì alle ore 13.00 su
www.radiocitytrieste.it

Il crowfunding, mezzo di finanziamento attraverso il quale artisti e
creatori, sempre più raccolgono fondi per portare a termine i loro progetti, ha
dato la possibilità a Mike Butera di
produrre un aggeggio battezzato con il nome di Artiphon Instrument 1, uno strumento digitale che secondo alcuni
rivoluzionerà il modo di fare musica. Si tratta di un attrezzo di dimensioni
contenute che raggruppa diversi strumenti in un corpo solo. Sembra addirittura
suonare molto bene. Giudicate voi stessi dai video dimostrativi disponibili online.

La caccia al biglietto del
concerto, in certi casi un’avventura, ultimamente si è semplificata ma con
prezzi da sborsare decisamente discutibili. Non starò a parlare delle solite
cose, ovvero costi e diritti di prevendita, spese di spedizione e altre voci
addizionali che raddoppiano il costo effettivo. Vorrei invece riflettere su alcuni siti legalmente presenti in rete,
che fungendo da intermediari di vendita tra i fans, non sono altro che siti di
bagarinaggio autorizzati. Visitando questi siti troviamo biglietti sia di
concerti non ancora sold out, sia di eventi i cui tagliandi sono spariti in un
batter d’occhio e che riappaiono miracolosamente subito dopo, offerti da
numerosi venditori a prezzi da loro stessi decisi. Già nel 2009 un'interessante
e lodevole iniziativa attuata da U2place.com, il sito italiano dedicato alla
band irlandese, dal proprio blog gestiva
e controllava tramite vecchi utenti affidabili, la vendita dei tagliandi tra
fans per il tour in corso. La trattativa si doveva svolgere pubblicamente e i
biglietti dovevano venir venduti assolutamente a prezzo di costo per evitare
speculazioni, altrimenti la compravendita sarebbe stata bloccata; il
contrario di quanto avviene paradossalmente ora in rete. Ricordo bene quando
anni fa al botteghino in centro città, in non poche occasioni, non si vendevano
più di un determinato numero di biglietti a cliente proprio per evitare
speculazioni. E pensare che U2place.com aveva già sperimentato questa
iniziativa nel tour di Bon & C. del 2005. Un'iniziativa che andrebbe tenuta
come esempio.