martedì 14 luglio 2026

EARTH, WIND & FIRE EXPERIENCE BY AL MCKAY – Pordenone, venerdì 10 luglio, Parco San Valentino

 di Cristiano Pellizzaro per Radio City Trieste (pubblicato il 14 luglio 2026)

Foto di Elisa Moro

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PORDENONE - Come ogni anno torna puntuale il
Pordenone Blues Festival, rassegna musicale giunta ormai alla sua 35ª edizione, capace da sempre di proporre un ricco calendario di appuntamenti in grado di soddisfare i gusti di un pubblico eterogeneo.

Per l'edizione 2026, che si concluderà all'inizio di settembre, il festival ha scelto di inaugurare la manifestazione con un autentico tuffo nel passato, facendo rivivere al pubblico le atmosfere Soul e Funk degli Earth, Wind & Fire.

La risposta degli spettatori non si è fatta attendere: il prato del Parco San Valentino di Pordenone si è riempito di persone pronte a lasciarsi trascinare dalle irresistibili sonorità della storica band, sciogliendo anche le articolazioni più rigide.

Nella calda serata di venerdì 10 luglio, sul palco è salita una formazione che più che una semplice band si è rivelata una vera orchestra: tredici musicisti di altissimo livello hanno dato vita a uno spettacolo coinvolgente e di grande qualità.

Del resto non poteva essere altrimenti per gli Earth, Wind & Fire Experience by Al McKay, progetto artistico nato per riproporre fedelmente le emozioni della band originale e sostenuto dallo storico chitarrista del gruppo.

Durante il concerto non sono mancati i grandi successi che hanno reso celebre la formazione americana.

Accanto ai brani più iconici sono stati proposti anche pezzi meno conosciuti, ma comunque apprezzati dal pubblico.

Considerata l'immensa discografia iniziata nel 1971, alcuni medley hanno permesso di condensare un maggior numero di canzoni, soddisfacendo fan di ogni età, compresi molti giovani che conoscevano ogni brano della scaletta.

Tra i momenti più attesi della serata hanno trovato spazio Boogie WonderlandGot to Get You into My Life e naturalmente September, cantate e ballate dal pubblico fino all'ultima nota.

Chi frequenta il Pordenone Blues Festival sa bene che la musica non finisce con il concerto.

Al termine dell'esibizione, infatti, un DJ ha preso il controllo della consolle, trasformando il prato del Parco San Valentino in una grande pista da ballo all'aperto.

Dopo un live così coinvolgente sarebbe stato impossibile tornare subito a casa: il pubblico ha continuato a festeggiare immerso nell'atmosfera unica che, anno dopo anno, il festival riesce a creare.

E l'edizione 2026 è solo all'inizio.


Programma completo: www.pordenonebluesfestival.it





domenica 22 febbraio 2026

MAURILIO BALZANELLI - GENOMA

Cristiano Pellizzaro (pubblicato il 22 febbraio 2026)

  

Dover scrivere di una nuova pubblicazione è sempre un po’ difficile, soprattutto se si tratta di un lavoro interessante e preceduto da un’altra opera degna di nota. Lo ammetto, questa volta sono in difficoltà.

Parole ed idee non mancano nella mia testa, ma non vorrei correre il rischio di inciampare in commenti che potrebbero sembrare scontati e troppo lusinghieri, o addirittura una ripetizione di quanto scritto in precedenza.

Maurilio Balzanelli ritorna, a tre anni di distanza, da quello che è stato il suo gioiellino Puls-e, ma questa volta lo fa in modo diverso, meno delicato e soffice rispetto alla sua opera prima.

Se il primo capitolo era un omaggio al mondo del ritmo e delle percussioni, questa volta Maurilio ci apre nuovamente una finestra su questo pianeta, ma lo fa secondo il suo punto di vista, descrivendolo ed omaggiandolo secondo quanto dettato dalla sua anima.

E se quanto proposto in Puls-e era un lungo ed affascinante viaggio che dal Medio Oriente si spostava in Africa, per poi fare capolino ed esplodere in tutta la sua bellezza in Sud America, Genoma si rivela essere un otre colmo di continente africano, ricca fucina di storie e culture, di musiche e ritmo. Un esotico capolinea di partenza verso il quale tutti dobbiamo qualche riconoscimento genetico, Maurilio per primo, che non per nulla lo definisce Mama Africa.

Con Genoma il viaggio si compie in modo individuale come il pregresso Puls-e, dove ognuno potrà trovare dentro di sé risonanze emotive primordiali, assopite, sepolte forse, ma comunque presenti.

Tutto il disco parla africano, a partire dai titoli delle dieci tracce che, come dei punti fiduciali, ben individuano la posizione geografica.

Attenzione però, mettiamo le mani avanti, in quanto non stiamo parlando solamente ed esclusivamente di musica tradizionale.

In Genoma Doc Mabal ci descrive e racconta la sua Africa. Ed è proprio questo che ci piace in quanto lo sentiamo molto vicino a noi, con un esotismo provato come poche volte.

Se Puls-e era un rispettoso omaggio al mondo del ritmo ed alle sue sacralità, Genoma rappresenta la parte profana e terrena.

Con grande sorpresa, in questo lato della medaglia, troviamo una presenza umana molto forte, scandita già da canti e voci in Balafoncity, brano dal sapore tradizionale che ci accoglie in apertura.

La scelta della rotta è precisa, e punta verso quell'evoluzione dell'Afro, che la stessa Afro ha portato nella musica di oggi. E i piatti suonati in Black Mamba parlano chiaro, così come l'uso dell'elettronica, sparsa un po' in tutto il disco in modo sapiente e mai troppo eccessivo, perchè volutamente dosata con parsimonia, fino a lasciarla libera di diffondersi nella conclusiva traccia Tribal Dance, varco di collegamento tra due mondi solo all'apparenza diversi, perchè altro non sono che lo stesso percorso visto con maturità, crescita ed evoluzione.

 

Giovedì 26 febbraio, presso gli studi di Radio City Trieste, Maurilio Balzanelli presenterà Genoma.

A partire dalle ore 10, sarà ospite de Il Geco nella sua trasmissione Fronte del Palco.

Repliche sabato 28 alle ore 14, nuovamente giovedì 5 marzo alle ore 10, ed ancora sabato 7 alle ore 14.

Il mondo Afro di Doc Mabal verrà presentato live a Trieste, presso la Casa della Musica di Via dei Capitelli n. 3, venerdì 6 marzo con inizio alle ore 17.30.


Contatti Maurilio Balzanelli

Mail: mauriliobalzanelli@gmail.com

Profilo Facebook 

 

Canaleufficiale di Maurilio Balzanelli






martedì 10 febbraio 2026

FRANCESCO DE GREGORI - Fossalta di Portogruaro (VE), domenica 08 febbraio, Palmariva Live Club

Cristiano Pellizzaro per RadioCityTrieste (pubblicato il 10 febbraio 2026)

Foto di Maicol Novara



VENEZIA - Suona strano sentire che Francesco De Gregori faccia tappa col suo tour in un club, ed ancor di più se il locale in questione è una storica discoteca come il Palmariva.

Nulla da togliere ad entrambi, per carità, ma non siamo abituati ad un connubio del genere.

Già da un po' di tempo la storica balera di Fossalta di Portogruaro, per l'occasione, viene trasformata in un Live Club, ospitando eventi di qualità.

E questo grazie alla sapiente organizzazione di Azalea, che ha saputo cogliere l'opportunità di gestire i live proprio in questa location.

Perchè si sa, l'atmosfera che si assapora ad un concerto in un Club ha qualcosa di familiare e certe barriere, che solitamente in altri luoghi tengono distanti pubblico ed artisti, in queste circostanze vengono meno, una vicinanza molto apprezzata sia dal pubblico che dai protagonisti presenti sul palco.

Ma torniamo a noi ed alla serata del "Principe" dei cantautori, quel Francesco De Gregori che non ha certo bisogno di presentazioni.

Uno che ha fatto scuola per diverse generazioni, uno che continua a far valere il suo talento dall'inizio degli anni '70, ed ora qui per celebrare Rimmel, uno dei suoi dischi più conosciuti, una pietra miliare della musica d'autore italiana, contenente svariati successi divenuti, nel corso degli anni, un riferimento anche per i giovani novizi del mondo della musica.

E la riprova di questo è l'attuale prosieguo di questo tour celebrativo, iniziato un anno fa, proprio nel cinquantennale della prima pubblicazione di Rimmel.

Ovviamente nella set list della serata, già passata nei paraggi lo scorso novembre a Udine (e sempre per la buona volontà di Azalea), trovano posto anche altri brani del cantautore romano, rimanendo sempre, però, in un periodo temporale che non comprende i giorni nostri.

Accompagnato dalla rodata orchestrina dei "magnifici" sette, formazione già apprezzata nella serie di concerti milanesi Never Green (dei quali è stato proposto l'omonimo film concerto proiettato nei cinema lo scorso autunno), guidata dall'immancabile "Capo Banda" (come a De Gregori piace presentarlo) Guido Guglielminetti, oramai da tantissimi anni al fianco del cantautore romano.

Un'orchestra che ha riproposto alcuni brani in una nuova veste, capace comunque di donare freschezza alle composizioni senza far loro perdere il fascino originale.

Come da copione i saluti finali sono stati dati sulle note di quello splendido valzer che porta il titolo di Buonanotte Fiorellino, pezzo con il quale De Gregori e la sua band si sono congedati dal numeroso pubblico presente, tra il quale, su questa dolce ninna nanna, qualcuno, non ha esitato a farsi anche qualche passo di danza.