Cristiano Pellizzaro per Radio City Trieste
Foto di Riccardo Modena
Foto poster di Cristiano Pellizzaro - La Tana dei Gechi
PALMANOVA - Che
senso ha per un disco compiere gli anni? E festeggiarlo per un importante
traguardo come quello del quarantesimo anno dalla sua pubblicazione?
Se un disco
risulta essere importante a tal punto da venir considerato una pietra miliare,
uno spartiacque, una bandiera generazionale, oppure un simbolo per una corrente
culturale ed artistica, è giusto riconoscergli questi meriti, ma la mia domanda
è: perché celebrarlo solamente in occasione degli anniversari e non in altre
situazioni?
Da un po’ di
anni a questa parte, ogni occasione è buona per parlare di celebrazioni
discografiche con conseguenti réunion e tour annessi.
Sia chiaro, sto
facendo un discorso in generale senza voler sparare su un preciso bersaglio.
Questa stessa
riflessione vale anche per il pubblico che, per svariati motivi, sceglie di
essere presente alle celebrazioni degli anniversari, oppure sceglie di non
partecipare in quanto vuole ricordare tutto com’era una volta.
Da questa
mischia non mi tiro fuori, sarei un bugiardo. Proprio io che di spettacoli
celebrativi ne ho visti diversi, come in questo caso.
Fare il nome
dei Litfiba vuol dire tirare in ballo un nome pesante che tutti
conoscono.
Un noto marchio
di fabbrica, dal nome curioso, che in più di quarant’anni ha lasciato tracce
importanti.
Utile ed
interessante è il libro Litfiba-Guida completa alla discografia e ai live
(edizioni Arcana) scritto a quattro mani da Cosimo Darino e Federico
Linossi, un’attenta cronaca della band fiorentina che, ai bei tempi che
furono, ha fatto sognare quella fiumana di persone giunta in Piazza Grande
a Palmanova lo scorso 11 agosto.
Chissà quanti
di quei canuti non più ragazzi, saranno stati presenti a Lignano quando i
Litfiba saccheggiarono le nostre terre con quel passaggio Pirata del
1989, anno che, per questa volta, è stato scelto per tracciare una linea di
confine oltre la quale non è concesso andare.
Ora però
mettiamo un po’ di ordine, perché tra i presenti c’era qualcuno un po’ sorpreso
e disorientato da questo limite.
Tra il 1985 ed
il 1988 i Litfiba pubblicano i tre dischi della cosiddetta Trilogia del
potere.
17 Re è
il secondo delizioso capitolo, ed è composto da sedici tracce. La
diciassettesima, dallo stesso titolo del disco, viene lasciata fuori e rivista
oggi, nel 2026.
Come se dovesse
essere destino, oppure semplice casualità, a quarant’anni di distanza il
cerchio sembra chiudersi alla perfezione, ed il tutto avviene con la
pubblicazione dell’inedito, réunion e tour, ed un disco live previsto per
novembre. Altro segno del destino?
Nuovamente
assieme sullo stesso palco, gli stessi paladini di allora ripropongo questa
loro creatura con l’aggiunta di altre perle scelte accuratamente dalla
Trilogia.
Leggermente
diversa rispetto alle altre date di questo tour iniziato in giugno, la scaletta
è più corta di due brani.
Non mancano
però i sermoni scanditi dal palco, dove la band si posiziona in modo regolare e
simmetrico.
Basso e
tastiere ricoprono un ruolo importante, si fanno sentire, ed ammettiamo tutti
di aver sentito la loro mancanza.
Tra il
pubblico, in netta minoranza e senza la possibilità di pretendere alcunché,
coloro i quali bramavano brani provenienti dall’altra parte della citata linea
di confine.
Questa volta va
così, lo stabilisce la legge dei 17 Re.
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